Smooth Panda

carta igienica 100% in bambù

È arrivata la straordinaria, inconfondibile e a lungo attesa carta igienica in bambù Smooth Panda!

Scheda Prodotto:

  • 100% in bambù non sbiancato
  • morbidissima
  • 3 strati resistenti allo strappo
  • Rotolo da 240 strappi
  • confezionata in cartone riciclato
  • Nessun disboscamento delle foreste pluviali
  • Certificata FSC® 100%: Bambù da foreste gestite in modo responsabile
  • Perché il bambù? Contiene più cellulosa rispetto agli alberi, cresce più rapidamente degli alberi. Primo raccolto dopo 3 anni
  • Le canne di bambù vengono raccolte con delicatezza e senza l’ausilio di grandi macchinari
  • Il bambù è coltivato senza pesticidi e senza fertilizzanti
SP_Karton

La nostra carta igienica bambù è vegana! Che cosa significa? In primo luogo, abbiamo avuto grande cura nel garantire che il collante non contenga ingredienti di origine animale e che non siano stati effettuati test su animali. In secondo luogo, proteggiamo così l’habitat dei nostri amici animali selvatici. Grazie alla crescita straordinariamente rapida del nostro bambù, abbiamo bisogno di molta meno superficie e quindi una quota di foresta primordiale resta intatta.

Sono finiti i tempi in cui le foreste venivano distrutte per produrre carta igienica.

Ciò significa che noi vogliamo offrire un’alternativa alla forte domanda di carta da fibra vergine.

Moltissimi consumatori acquistano la carta igienica la cui produzione impone l’abbattimento diretto di alberi, mai utilizzati. Per noi questa è la perfetta alternativa alla carta igienica da fibra vergine. È morbidissima e per la sua produzione non è stato necessario abbattere alcun albero né distruggere porzioni di foreste. Solo indirettamente facciamo uso del legno come risorsa. Naturalmente abbiamo volontariamente rinunciato all’uso di plastica e petrolio. Per questa ragione confezioniamo la nostra carta igienica esclusivamente in cartone riciclato e anche il rullo su cui è avvolta è realizzato in materiale riciclato. A oggi, a nostro avviso, non esiste alcuna alternativa più ecologica.

Per la nostra carta igienica usiamo esclusivamente bambù Sinocalamus Affinis, che raramente viene mangiato dai panda, i quali preferiscono consumare varietà più piccole e gustose. A ciò si aggiunge il fatto che la nostra piantagione non si trova la riserva cinese in cui vivono i panda. In questo modo siamo certi di non danneggiare in alcun modo il grazioso mammifero.

  • Ogni giorno vengono abbattuti 270 mila alberi utilizzati per la produzione di carta igienica. Fonte – http://wwf.panda.org/how_you_can_help/live_green/fsc/tissue_issues/
  • Tra il 2000 e il 2010 la Terra ha perso ogni anno 5,2 milioni di ettari di superficie boschiva, in quanto non rimboschite. Fonte (PDF Pagina xiii) Ciò corrisponde ad una perdita di quasi 14 campi di calcio al minuto. Fonte (PDF Pagina xiii) – http://www.fao.org/docrep/013/i1757e/i1757e.pdf
  • “La Germania, ad esempio, importa quasi l’80% della cellulosa necessaria per la propria produzione di carta. Quasi un quarto della cellulosa utilizzata in Germania proviene dal Brasile. Anche altre regioni del Sud America, come ad es. Uruguay e Cile, stanno diventando esportatori sempre più importanti. Questi paesi hanno da tempo perso gran parte delle loro foreste naturali. E la distruzione prosegue”. Fonte (PDF Pagina 8 & 9) https://www.blauer-engel.de/_downloads/publikationen/Papierbroschuere.pdf
  • 170 milioni di ettari: un’area delle dimensioni di Germania, Francia, Spagna e Portogallo insieme. Entro il 2030, sarà questa la superficie di foreste che andranno perse, se non agiamo contro la deforestazione globale, che interessa principalmente undici regioni. Nel Borneo e a Sumatra la produzione della cellulosa è considerata un’importante causa secondaria di perdita e/o distruzione della foresta. Fonte – http://www.wwf.de/themen-projekte/waelder/waldvernichtung/wald-ohne-zukunft-die-bedrohung-der-globalen-entwaldung/
  • Il legno proveniente da foreste non è neutrale in termini di CO2. La conversione delle foreste primarie in foreste per lo sfruttamento commerciale provoca non solo l’immissione in atmosfera di maggiori quantità di CO2, ma sul lungo termine riduce anche la capacità delle foreste di immagazzinare anidride carbonica. Fonte (PDF Pagina 18) –https://www.blauerengel.de/_downloads/publikationen/Papierbroschuere.pdf
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